Approccio

Terapeutico

Una consulenza prevede:

 

1) una fase iniziale di assessment (circa 3 colloqui) durante la quale il terapeuta cerca di comprendere le difficoltà e le risorse della persona o della coppia, raccogliendo delle informazioni sulla sua vita presente e passata. Generalmente viene richiesta la compilazione di alcuni questionari; 

 

2) una  restituzione (quarto colloquio) nella quale il terapeuta riepiloga le informazioni raccolte, esprimendo un'ipotetica spiegazione del problema riportato dalla persona o dalla coppia. Verranno, quindi, individuati degli obiettivi di terapia condivisi che la persona o coppia desidera raggiungere. A questo punto la persona o la coppia potrà scegliere se intraprendere il persorso.

Terapia 
Cognitivo-Comportamentale

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy CBT ) è nata negli Stati Uniti ed è ad oggi l'approccio con più prove d'efficacia terapeutica. 

Si basa sul presupposto che vi sia una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti e che i problemi emotivi sono influenzati da ciò che pensiamo e facciamo nel presente. E' quindi, l'interpretazione degli eventi che accadono nella nostra vita a determinare il modo in cui li viviamo. La terapia cognitivo-comportamentale interviene sui pensieri automatici negativi e sugli schemi cognitivi disfunzionali al fine di regolare le emozioni dolorose, interrompere i circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo e creare le condizioni per la soluzione del problema. Si parla di terapia cognitivo-comportamentale, perché il terapeuta utilizza sia tecniche di tipo comportamentale, cioè tese alla modificazione del comportamento della persona; sia cognitive, cioè atte al cambiamento dei pensieri irrealistici e degli schemi disfunzionali.

Caratteristiche della Terapia Cognitivo-Comportamentale:

- A Breve Termine

- Centrata sul presente

- Orientata al raggiungimento di un obiettivo

- Collaborazione tra cliente e terapeuta

- Mira a far diventare il cliente terapeuta di se stesso

- E' fondata scientificamente, si è dimostrata efficace nel trattamento della maggior parte dei disturbi psicologici, tra cui la depressione maggiore, il disturbo di panico, la fobia sociale, il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi dell'alimentazione.

 

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Terapia Comportamentale Integrata di Coppia

La Terapia Comportamentale Integrata di Coppia TCIC (Integrative Behavioral Couple Therapy) è stata sviluppata da A. Christensen e N.S. Jacobson. La TCIC è una terapia con provata evidenza scientifica.

 

E' una terapia "integrata" per due motivi:

1- Persegue due obiettivi interconnesi, cioè il cambiamento e l'accettazione reciproca. Le coppie che intraprendono una terapia di solito attuano dei cambiamenti concreti per assecondare i bisogni dell'altro e imparano a manifestare maggiore accettazione per il partner;

2- Utilizza molteplici strategie terapeutiche.

 

L'approccio sottolinea come nel caso di differenze individuali inconciliabili o problemi irrisolvibili, l’unico modo per migliorare la qualità relazionale è la promozione dell’accettazione di ciò che sembra a prima vista inaccettabile. La TCIC mira, quindi, ad accrescere l’accettazione emotiva, come facilitatore del cambiamento dei partner, presentandosi come primo approccio in cui risulta centrale promuovere nella coppia un equilibrio tra richieste di cambiamento ed accettazione dell’altro.

 

E' un approccio scientificamente provato, la cui efficacia si è dimostrata sia nel breve, che nel lungo termine.

 

La dr.ssa ha curato e tradotto in italiano il libro Differenze Conciliabili di Christensen A., Doss BD. e Jacobson NS., edito da Casa Editrice Ambrosiana (in press) contribuendo a diffondere in Italia l'approccio.

 

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Schema Therapy

Il bambino si costruisce un modello interno di se stesso in base a come ci si è presi cura di lui.
John Bowlby

La Schema Therapy è un nuovo approccio terapeutico sviluppato da Jeffrey Young per aiutare le persone con difficoltà emotive croniche che non rispondono alla terapia cognitiva standard.

È inoltre utile per tutte quelle persone che che hanno difficoltà nei rapporti con gli altri. Deriva dalla combinazione della terapia cognitivo comportamentale con alcuni elementi tratti da altri tipi di terapia. Rispetto alla terapia cognitivo comportamentale, sottolinea il valore delle emozioni, da maggiore importanza al rapporto tra paziente e terapeuta, cerca di comprendere l’origine delle difficoltà attuali esplorando il passato della persona e si concentra sui comportamenti che mantengono i problemi.

Uno schema è un modello negativo estremamente stabile e duraturo. In età adulta, gli schemi diventano dei temi di vita disfunzionali che possono influenzarci più o meno a seconda delle situazioni. Attraverso la lente dei nostri schemi, interpretiamo la realtà e diamo un senso a quello che ci accade. Quando una situazione ricorda in qualche modo le esperienze che hanno causato lo sviluppo dello schema stesso, lo schema si attiva, funzionando come un filtro attraverso il quale interpretiamo noi stessi, il comportamento degli altri e quello che accade. Difficilmente siamo capaci di mettere in discussione le credenze e le sensazioni connesse agli schemi. Gli schemi spesso agiscono al di fuori della nostra consapevolezza, in modo sottile, ma quando una situazione li attiva, i nostri sentimenti e sensazioni sono dominati da essi e veniamo invasi da emozioni negative  e pensieri disfunzionali. Col passare del tempo, lo schema si rafforza rendendo difficile non solo cambiare ma anche riconoscere che è la causa delle nostre difficoltà.  Gli schemi, che come abbiamo visto si formano quando i bisogni emotivi di un bambino non sono stati soddisfatti durante l’infanzia, impedisco poi  che gli stessi bisogni vengano soddisfatti in età adulta.

Per un approfondimento sulla Schema Therapy

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Compassion Focused Therapy

Compassion gives us the courage and wisdom to descend into our suffering.

Paul Gilbert

La Compassion Focused Therapy (Terapia Focalizzata sulla Compassione – CFT) è un approccio psicoterapeutico di recente diffusione che fa parte delle Psicoterapie Cognitivo Comportamentali Mindfulness-Based. La CFT è stata sviluppata dal Paul Gilbert, professore di psicologia presso l’Università di Derby nel Regno Unito, da anni impegnato nella ricerca scientifica sul senso di colpa, sulla vergogna e sull’autocritica, da egli ritenuti elementi centrali di molti disturbi psicologici, dalla depressione alle psicosi.

Il termine “compassione” deriva dalla parola latina compati che significa “soffrire con”. Probabilmente, la definizione più conosciuta è quella del Dalai Lama che ha definito la compassione come “una sensibilità verso la sofferenza di noi stessi e degli altri, unita a un profondo impegno nel tentare di alleviarla”.

Per i terapeuti, usare l’approccio focalizzato sulla compassione implica educare le persone a sviluppare tre tipi di compassione: l’auto-compassione, la compassione verso gli altri e l’apertura alla compassione da parte degli altri, in risposta alle avversità e alle situazioni minacciose. La compassione di sé permette di non considerare le performance come metro di valutazione del valore personale ma, discernendo la qualità delle prestazioni e mostrando motivazione a crescere, aiuterebbe a smussare gli aspetti nevrotici e dolorosi del perfezionismo, dove ciò che anima l’individuo è il terrore di fallire e di essere criticato piuttosto che la curiosità e il desiderio di migliorarsi. Quindi, un approccio più compassionevole aiuta a ridurre la vergogna e il senso di colpa spesso provati da coloro che sperimentano tratti perfezionistici.

Per un approfondimento sulla CFT